Della Valle, Marchionne e Trilussa

Ho cercato di capire i motivi per cui ormai da quasi due mesi assistiamo alla “guerra” fra Della Valle da una parte e il tandem Marchionne – famiglia Agnelli dall’altra.

Ebbene, non ci sono riuscito.

Dietro ci può essere il controllo di alcuni gruppi editoriali e finanziari (RCS, Generali…), antipatia personale, nervosismo dovuto alla fase del ciclo economico che stiamo vivendo, non proprio rilassante. Oppure molto semplicemente ci possono essere idee divergenti sul governo delle aziende e su quello del Paese. Oppure c’è anche l’ipotesi (più da bar delle precedenti, ma per questo non meno attendibile) che alla base di tutto ci siano motivi calcistici. E l’uscita di Marchionne su Firenze (poi smentita con tanto di paginone a pagamento su La Nazione) ha accreditato ulteriormente questa ultima ipotesi.

Rimarrò con questi dubbi, me ne farò una ragione, e siccome sto scrivendo questo post all’una di notte, vi saluto con un pezzo della poesia “La ninna nanna de la guerra” di Trilussa, del 1914.

[…]
Ché quer covo d’assassini
che c’insanguina la terra
sa benone che la guerra
è un gran giro de quatrini
che prepara le risorse
pe li ladri de le Borse.
Fa la ninna, cocco bello,
finchè dura sto macello:
fa la ninna, ché domani
rivedremo li sovrani
che se scambieno la stima
boni amichi come prima.
So cuggini e fra parenti
nun se fanno comprimenti:
torneranno più cordiali
li rapporti personali.
E riuniti fra de loro
senza l’ombra d’un rimorso,
ce faranno un ber discorso
su la Pace e sul Lavoro
pe quer popolo cojone
risparmiato dar cannone!

 

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