La spremuta finisce nell’immondizia

Il credito del Monte dei Paschi di Siena è spazzatura. E non sono certo io a dirlo, bensì Standard & Poor’s, che ne ha declassato il merito di credito a BBB- ovvero, in termine tecnico, junk, spazzatura appunto. MPS nei primi nove mesi di quest’anno ha accumulato perdite per 1,66 miliardi di Euro e secondo l’agenzia di rating non ci sono buone prospettive nel 2013. Questa previsione è avvalorata dallo stesso istituto senese che ha annunciato drastiche riduzioni di personale, ammettendo di voler “esternalizzare” 1.110 lavoratori.

In questi giorni il Governo italiano ha annunciato un boom di entrate fiscali per il periodo gennaio-ottobre 2012, con un incremento del 4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, pari a 12,3 miliardi aggiuntivi. A onor del vero l’incremento percentuale reale è notevolmente maggiore, visto la recessione che stiamo vivendo.

Sempre in questa parte finale di autunno 2012 il Governo ha sommessamente ma fermamente dimostrato la volontà di aiutare il gruppo bancario senese in difficoltà concedendogli un finanziamento da 4 miliardi di Euro, ma è incappato in una serie di difficoltà tecniche sia da parte della comunità europea, sia da parte del parlamento.

Non c’è bisogno di essere esperti di finanza per capire che il Governo ha provato ad utilizzare un terzo circa di quello che è riuscito a spremere in più dagli italiani per rifinanziare una banca che appare come spazzatura agli occhi delle agenzie internazionali e che per di più ha annunciato di voler mandare a casa oltre mille lavoratori.

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