Un cd e un volo: tutto inutile

Io con mia nonna Leonetta nel settembre del '74

Mia nonna ha 86 anni e qualche giorno fa si alza con il mal di testa. Pian piano inizia a parlare in modo sempre più sconnesso, pronunciando correttamente parole che però non vanno a formare un discorso di senso compiuto. I miei chiamano il 118: va portata di corsa all’ospedale. Sono le 10. Mia nonna passa la mattina al pronto soccorso della Gruccia: non si sa se sia stabile, peggiorata o migliorata.  Dopo qualche ora, verso le 15 e a seguito di un peggioramento, i medici decidono di effettuare la TAC.
I risultati devono essere analizzati da uno specialista e vengono inviati a Siena. Intanto la nonna peggiora sempre di più. Alle 19 arrivano i risultati della TAC: deve essere trasportata immediatamente a Siena ma non con l’ambulanza, con l’elicottero. C’è infatti la necessità di valutare con la massima urgenza la possibilità di un intervento chirurgico per fermare quello che adesso sappiamo con certezza essere un aneurisma cerebrale.

Dopo l’arrivo a Siena l’operazione viene valutata non fattibile. Non si sa se perché è troppo tardi o perché l’aneurisma non fosse operabile fin dalla mattina. Mia nonna, dopo un giorno di coma, muore.

Come detto mia nonna aveva 86 anni e sono convinto che gli operatori degli ospedali sia della Gruccia che delle Scotte abbiano fatto il massimo per salvarla. Ma c’è un particolare che, dopo, mi ha colpito, perché incomprensibile.

Sono infatti passate 4 ore da quando è stata fatta la TAC a quando è stata analizzata. E il motivo è assurdo: la TAC viene salvata su un supporto informatico (un cd suppongo), presa da un corriere a Montevarchi e portata a Siena. Quindi il supporto viene letto e lo specialista studia il caso. A questo punto il corriere riparte e porta il responso alla Gruccia.
Incredulo, ho pensato che fosse un’eccezione dovuta a un problema tecnico, e che normalmente i file venissero scambiati via internet o comunque per via telematica. Ma più persone che lavorano nel settore sanitario mi hanno confermato che questa è la norma: la Asl di Arezzo infatti, “non ha sistemi operativi compatibili con la Asl di Siena” (ma cosa c’entra l’incompatibilità di un file con il suo trasferimento?). Quindi, del tutto normalmente, nel 2013 ogni giorno più corrieri partono e tornano dagli ospedali della provincia di Arezzo quando, ad esempio, ci sono esami che devono essere analizzati a Siena.
Qual è il motivo che spinge i dirigenti della nostra sanità a mantenere in piedi un sistema così stupidamente inefficiente e caro?
Quante vite si potrebbero salvare semplicemente inviando un file attraverso gli innumerevoli strumenti oggi a disposizione anche del più piccolo ufficio di periferia, a costo zero?
Mia nonna era anziana e molto probabilmente sarebbe morta lo stesso per le complicazione dell’aneurisma. Ma quante vite perderemo ancora per questa inutile burocrazia?

 

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8 Comments

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  • Al di là della tragedia personale, e mi dispiace tanto per quello che è successo, sei bravissimo a farne argomento di questo testo…si deve parlare delle stupidità e / o menefreghismo e / o incapacità e / o calcolo egoistico per profitto di qualcuno…!! Queste sono le tematiche per fare giornalismo serio…grazie del impegno

    Barbara de Mars 6 anni ago Reply


  • Sono un Medico Veterinario lavoro nel settore veterinario della Diagnostica per Immagini, eseguo Ecografie che masterizzo su CD ed eseguo TAC che una volta eseguite invio telematicamente, usando dropbox al radiologo per la refertazione………in tutto il tempo richiesto e’ al massimo di 10 minuti…………non posso pensare ed accettare che in un Ospedale non possa essere previsto questo servizio…..è’ vergognoso e non ci sono scuse!

    Maria Laura Falsetti 6 anni ago Reply


  • Sono basito su quanto ho appena letto. Essendo professionalmente e umanamente interessato, farò in modo di capire quanto sia realmente vero che non vi è una Comunicazione in maniera informatica tra le strutture. Visto si parla di HL7 ( http://www.HL7italia.it/node/1) se fosse realmente così é una vergogna

    Enzo 6 anni ago Reply


  • Quello che hai raccontato, è successo anche ad un mio caro per un ictus
    Solo che invece del corriere, si è usata un ambulanza per fare la spola tra il responso dello specialista e l’ospedale. Sono ormai passati quasi 10 anni, ma credimi, tutte le volte che ci ripenso, mi cresce dentro una gran rabbia. Di fronte alle nostre non dico proteste, ma incalzanti domande, anche allora ci fu detto che questa era la norma, la procedura standar usata in questi casi.
    Chi lavora in ambito ospedaliero, credo che purtoppo, ormai, a queste cose incredibili, ci abbia fatto l’abitudine, che si siano rassegnati all’inevitabile e al disservizio.
    Ma quando poi succede a te, rimani basito dalla rabbia. Mandare via internet un esame, e ricevere subito la risposta, è così semplice per tutti, non per le ASL.
    E intanto, aspettando, la gente muore.

    Riccardo 6 anni ago Reply


  • anch’io ho vissuto un’esperienza simile con il mio babbo. Addirittura ho dovuto fare io da corriere per ben due volte…….solo sprecato del tempo e fatte crescere false speranze.

    Lisa 6 anni ago Reply


  • Ho vissuto la stessa esperienza con mio babbo allora 48enne nel 1997. Mi fa male sapere che oggi le cose non siano cambiate. Fortunatamente l’epilogo della vicenda è stato completamente opposto anche se all’epoca si risolse tutto con una telefonata e un trasferimento nel reparto di Neurochirurgia di Firenze del professor Mennonna. Non posso credere che nel 2013 non riescano a comunicare tra ospedali in via telematica è uno scandalo.

    ELISA 6 anni ago Reply


  • Posso confermare che purtroppo questa è la prassi… si eseguono gli esami diagnostici e si inviano in visione a Siena.. Nel reparto in cui lavoro è un’operazione frequente: si prenota un mezzo (spesso Misericordia di Montevarchi) che parte dalla Gruccia la mattina e torna con la risposta dello specialista.. Tempo e denaro buttati al vento… oggi la tecnologia ci permette di fare veramente tutto… il problema è che spesso si preferisce, nella nostra Azienda, riempirci di documentazione da compilare (per la cosi detta Qualità dei servizi), invece che ottimizzare i tempi e pensare al benessere del paziente. In teoria chi lavora nel nostro settore dovrebbe mettere al primo posto la salute dell’individuo, e invece nella pratica perdiamo la maggior parte del nostro tempo dietro le scartoffie.. Al giorno d’oggi abbiamo pc, tablet, smatphone e inviamo foto ai nostri amici che sono dalla parte opposta del mondo, e per far visionare una risonanza o una TAC a Siena dobbiamo usare un automobile o addirittura un’ambulanza….non ci sono parole!!!

    Vale 6 anni ago Reply


  • Personalmente ho vissuto la stessa esperienza… La persona che guidava l’ambulanza con la mia tac era la figlia di mio cugino , volontaria della Misericordia , e così a poche ore dal mio incidente , i parenti ne sono venuti a conoscenza… Era il 2010… vedo che non è cambiato niente e continuo ad indignarmi… Mi è andata bene, ma se fosse stata confermata la diagnosi iniziale, sarebbe stato tempo prezioso perso… Non so più cosa dire….

    TIZIANA 6 anni ago Reply


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