W la digitalizzazione della PA, purché sia umana

Da anni si parla di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e degli eccezionali vantaggi che comporta. Qualcosa è stato fatto ma come spesso accade si tratta di tante iniziative, anche lodevoli, senza una visione d’insieme: tutti noi andiamo ancora in giro con la carta d’identità cartacea, abbiamo una tessera sanitaria con un chip che serve solo a leggere il codice fiscale, e quando la pubblica amministrazione ci scrive lo fa sempre con la carta.

A proposito di carta giusto qualche giorno fa ho ricevuto 2 atti giudiziari per raccomandata da parte della Polizia Municipale di un comune valdarnese. Già prima di aprirle era facile ipotizzare che si trattasse di due multe.

Una volta aperte, leggendo il contenuto, ho capito che si trattava di un errore. I due verbali si riferivano infatti a due violazioni della ZTL per un giorno in cui avevo chiesto e ottenuto regolarmente da parte della stessa Polizia Municipale un  permesso di entrata. Il permesso era stato rilasciato a mio nome, per la vettura di mia proprietà e quindi a me intestata (indicando anche marca e modello), per la mia targa, per il giorno indicato nel verbale come quello in cui, secondo la Polizia Municipale, era avvenuta la trasgressione. Quindi, certo dell’errore, prendo il telefono e chiamo per chiedere informazioni al riguardo.

Il vigile che mi risponde, molto cortesemente, verifica l’esistenza del permesso, ma non riesce a trovare nessun verbale per quella targa. Io d’altra parte sottolineo che ho ricevuto le multe per cui comunicandogli i numeri dei verbali in poco tempo si capisce il motivo delle contravvenzioni: il permesso era stato rilasciato per la targa DH862SV anziché per la targa DH852SV. Un 6 al posto di un 5.

Tutto il resto ovviamente corrisponde: Modello, Marca, Nome, Cognome, Giorno. Questa piccola difformità non era stata nemmeno notata dal vigile che incontrai quel giorno con la macchina e che controllò il permesso non rilevando nessuna irregolarità.

A questo punto faccio presente al vigile che si tratta di un evidente errore formale relativo ad un numero nella targa scritta nel permesso, fermo restando che tutte le restanti informazioni corrispondono. Ma il vigile mi risponde “Purtroppo noi non possiamo fare niente, la targa è diversa, noi facciamo firmare la richiesta con tutte le informazioni targa compresa.”.
Io specifico che non ho firmato nulla poiché la richiesta è stata fatta da una mia collega di lavoro, visto che proprio per operazioni di carico e scarico relative al mio lavoro dovevo recarmi in centro. Detto questo faccio presente che il 4 giugno 2014 è stato richiesto un permesso per Gian Luca Benci, proprietario dell’auto Ford Mondeo SW targata DH862SV  e che lo stesso Gian Luca Benci ha ricevuto 2 contravvenzioni per violazione della ZTL nello stesso giorno poiché era entrato sì con la auto di sua proprietà Ford Mondeo SW, targata però DH852SV.

“Non c’è niente da fare se non ricorso, questa è la procedura”: questa la risposta del vigile.

La multa mi è arrivata poiché una telecamera mi ha fotografato e un software ha rilevato che questa targa non aveva il permesso. Nulla da eccepire. I computer, i software, le macchine in genere, ragionano così (anche se per la verità gli strumenti digitali sono nelle condizioni di rilevare questi errori, basta pensare a Google quando di fronte a un probabile sbaglio nella ricerca scrive “stavi forse cercando…”).

E’ frustrante sia per il cittadino che per il dipendente pubblico sentirsi sopraffatti da una procedura informatica. Il primo sa che non ha scampo di fronte al più piccolo e trascurabile errore, il secondo che sta lì solo per leggere quello che gli dice il monitor.

Con le nuove tecnologie ci vivo, sia nel senso che mi accompagnano tutti i giorni nella vita quotidiana sia nel senso che sono la mia professione; so bene pertanto che non c’è una buona tecnologia senza un controllo umano e che spesso non possiamo lasciare libere le tecnologie di adottare decisioni importanti senza una intelligenza che le supervisiona.

Quindi W la digitalizzazione della PA, purché sia umana.

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